Il consumo idrico è uno degli aspetti principali su cui Piaggio agisce ed ha agito per dare concreta attuazione a quanto indicato nella propria Politica, ovvero cercare la riduzione del consumo di risorse energetiche e naturali. Piaggio persegue tale riduzione da sempre come è evidente analizzando il consumo idrico dello stabilimento di Pontedera che in un decennio ha più che dimezzato il consumo di m³ di acqua di pozzo. Tale riduzione è stata possibile grazie ad interventi impiantistici (es. inverter sulle pompe dei pozzi) e in tempi più recenti con la sostituzione degli impianti meno performanti con tecnologie di ultima generazione (es. nuova verniciatura 2R e nuova cataforesi).

Gli stabilimenti di Baramati e Vinh Phuc, sempre in ottica di riduzione degli approvvigionamenti della risorsa, riutilizzano parte dell’acqua prelevata.    

Gli stabilimenti di Pontedera, Baramati e Vinh Phuc sono situati in aree ad alto stress idrico (Fonte: Aqueduct Water Risk Atlas).

Si precisa che i parametri attualmente utilizzati per l’analisi delle acque in ingresso ed in uscita dagli stabilimenti del gruppo per la classificazione delle acque in acque dolci ed altri tipi di acque sono difformi rispetto a quelli richiesti dagli indicatori GRI 303-3 e 303-4. Pertanto le tabelle sotto riportate evidenziano il dettaglio unicamente per fonte.

Approvvigionamenti idrici

Approvvigionamenti idrici


I prelievi idrici risultano globalmente in drastica diminuzione sia per gli interventi di efficientamento effettuati che per i fermi produttivi dovuti alla pandemia.

Piaggio continuerà comunque ad intraprendere attività e verifiche mirate per ulteriori riduzioni, nella convinzione che minimizzare l’utilizzo della risorsa sia un dovere imprescindibile.

Per gli stabilimenti italiani i consumi sono stimati pari a zero in quanto l’acqua prelevata dopo il suo utilizzo viene restituita all’ambiente.

Cosumi idrici

Consumi idrici

Scarichi idrici

Scarichi idrici

Per quanto concerne i reflui di scarico, il rispetto dell’eco-sistema passa attraverso l’attenzione prestata ai processi di trattamento e depurazione delle acque rilasciate.

Con riferimento agli scarichi di seguito è riepilogata la loro destinazione suddivisa per sito produttivo:

  • Pontedera: nella seconda metà del 2020 è stata completata e messa in esercizio una rete fognaria che raccoglie la totalità degli scarichi “industriali” convogliandoli direttamente nell’impianto di depurazione chimico-fisico esterno allo stabilimento. La rete “industriale” è ora completamente separata dalla rete degli scarichi di tipo civile. Entrambi i reflui subiscono una depurazione chimico-fisica per essere poi avviati ad un trattamento biologico, dal quale vengono scaricati in alveo aperto. Una piccola parte degli scarichi, originati dai servizi igienici di due zone dello stabilimento, confluisce direttamente nella rete fognaria pubblica che afferisce direttamente all’impianto biologico del servizio idrico integrato;
  • Noale: gli stabili sono tutti collegati alla rete fognaria pubblica; gli scarichi sono solo di tipo civile (provenienti dai servizi igienici e dalla mensa dello stabilimento);
  • Scorzè: lo stabilimento non è servito da rete fognaria pubblica, per cui gli scarichi idrici, dopo un processo di depurazione biologica all’interno del sito, confluiscono nel locale Rio Desolino;
  • Mandello del Lario: lo stabilimento scarica parte dei reflui direttamente nella rete fognaria pubblica (scarichi civili, mense, etc.), mentre le acque utilizzate negli impianti di raffreddamento scaricano in corpo superficiale (Torrente Valletta);
  • Baramati: gli scarichi idrici sono trattati e le acque sono riutilizzate per usi interni e per l’irrigazione;
  • Vinh Phuc: lo stabilimento è dotato di un impianto di depurazione chimico fisico per gli scarichi del pretrattamento di verniciatura prima del loro recapito in pubblica fognatura, dove confluiscono anche tutti gli altri scarichi (scarichi civili) dello stabilimento. Il recapito finale è nella rete fognaria pubblica;
  • Società commerciali: i prelievi di acqua, che sono ad esclusivo uso igienico e provengono da acquedotto civile, coincidono con gli scarichi. I prelievi idrici di queste sedi non sono sempre rilevabili, in quanto talvolta residenti in immobili non di proprietà ed in cui condividono i servizi comuni con altri affittuari.

Solo gli stabilimenti di Baramati e Vinh Phuc riutilizzano parte dell’acqua prelevata. In particolare, nel corso del 2020 sono stati riciclati e riutilizzati dallo stabilimento indiano circa 104.991 m³ di acqua, pari a poco meno del 50% del totale dei prelievi dello stabilimento. Nello stabilimento vietnamita il recupero delle acque di scarico è stato di 15.960 m³ pari al 16,7% del prelevato.

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